Il mio primo ritratto fotografico

ritratto fotografico di giovane ragazza in controluce, occhi neri intensi e lunghi capelli castani con riflessi dorati del sole al tramonto, sullo sfondo del fogliame

….ad una persona che non sia un famigliare

Non sono solita fare ritratti, è tra i generi fotografici che meno accende la mia passione ma non è solo per questo che non ne faccio.

Il ritratto è una cosa estremamente seria, il soggetto si fida ciecamente di te che sei dietro ad una fotocamera e affida la sua immagine e se stesso alle tue capacità di ritrarlo, non può guardarti negli occhi ma guarda un obiettivo che nonostante tutti i selfies e le foto che ci facciamo ogni giorno ci mette in imbarazzo quasi possa davvero rapirci l’anima come si pensava della fotografia agli inizi del ‘900.

Sento un forte senso di responsabilità e devo dirlo, inadeguatezza a ritrarre qualcun altro, quella persona desidera apparire al meglio e a mio modo di vedere si deve avere la capacità di ritrarre la persona davanti all’obiettivo per come è non quello che vorremmo noi, lasciarle spazio, dare il tempo alla sua natura di uscire e solo allora catturarla (ovviamente questo vale per un ritratto non per servizi fotografici con modelle professioniste ).

Insomma è complicato e io preferisco lasciar stare se non lo so fare. Lo so che a volte bisogna buttarsi perché se si aspetta di avere sempre tutto sotto controllo non si parte mai ( è una lezione che sto imparando) ed per questo motivo che ho deciso che questa volta avrei detto Sì!

Ammetto che la cosa è stata resa facile dal fatto che me lo ha chiesto una persona adorabile, educata e amica di famiglia, lei è giovanissima e molto carina, le ho subito chiesto se era veramente sicura di voler fare uno shooting con me ed è stata bravissima nel tranquillizzarmi (LEI!) dicendomi di non preoccuparmi che non era per qualcosa di importante ma che voleva solo delle foto carine per se stessa.

E così ho fatto il mio primo servizio fotografico ad un’altra persona (no, come nel sottotitolo la sorella per me non conta 😀). Siamo andate in un bel posticino lungo il fiume, la luce era quella della sera, calda e bassa all’orizzonte e all’inizio abbiamo rotto un po’ il ghiaccio. Ho applicato la tecnica che mi è stata insegnata da fotografi professionisti e cioè quella di scattare le prime foto mettendo a proprio agio la persona dicendole di stare tranquilla, di non mettersi in posa perché stai solo facendo scatti di prova per controllare che la luce e il settaggio della fotocamera vadano bene. Così chi sta di fronte alla macchina fotografica si rilassa, i primi minuti ci vuole un po’ per sciogliersi (da entrambe le parti se sei una novellina/o come me) e questo aiuta a non sentirsi sotto esame (sempre da ambo le parti vedi sopra…). In realtà devo dire che davvero i primi scatti per me sono di controllo ma sono certa che i professionisti non hanno bisogno di controllare luce o altro… io sì.

Mia sorella che la conosce bene e che ho portato con me per metterla a proprio agio ha fatto perfettamente il lavoro, scherzavamo, si rideva, si faceva un po’ le stupide; Maria, questo è il suo nome, ha reso tutto semplice con il suo visino così grazioso ed era brava a mettersi nelle pose che più le piacevano e in cui si sentiva “in zona confort”, io scattavo e poco altro, cercavo di spostarla gestendo la luce ma per il resto lasciavo che facesse quello che si sentiva di fare senza direzionarla troppo.

Abbiamo scattato per un’ora, come ti dicevo è stato il mio primo ritratto e ho percepito come ad un certo punto tutto fosse più facile, eravamo tutte a nostro agio, rilassate, sopratutto lei, l’ho vista più naturale come se pensassimo, me compresa, “ok, ci sono diversi scatti buoni ora possiamo giocare”. Allora ho cominciato a chiederle di mettersi in certe posizioni ma se vedevo che non si sentiva tranquilla lasciavo stare senza dare peso alla cosa.

E’ lì secondo me che escono le cose belle ed è lì che un fotografo con esperienza avrebbe tratto il meglio, io ho cercato di scattare quando la vedevo chiacchierare o fare altro e sono felice di aver colto quella ragazza che vedevano i miei occhi, giovane, bella, con uno sguardo e un carattere dolce spesso nascosto dietro occhi intensi.

ritratto fotografico di giovane ragazza primo piano frontale occhi neri intensi e labbra leggermente aperte controluce con riflessi dorati aranciati nei capelli lunghi e castani

E’ stata una giornata istruttiva, se ascolti quello che ti accade intorno avverti proprio un’energia che cambia a mano a mano che passa il tempo fino a percepire quando si è stanchi ed è il momento di smettere, percepisci quando il soggetto di fronte a te è rilassato e fiducioso. Non è facile ma sia io che lei siamo rimaste contente di questa esperienza, non so se mi nascerà la passione per il ritratto ma devo dire che dopo questa giornata lo guardo con occhi diversi.

E’ come se davvero ci fosse un potere nella macchina fotografica, quel potere che cattura l’attimo, quel centoventicinquesimo di secondo che riesce a trasformare una visione eterea e sfuggente nel tua mente in qualcosa di tangibile e fermo nel tempo. Guardo questo viso bellissimo di Maria giovane e penso che tra venti o trent’anni lei non sarà più così, i suoi occhi e il suo viso mostreranno cose che non sono ancora avvenute, chiunque potrà vederla come era a vent’anni. In futuro il suo compagno o magari i suoi figli potranno vedere come era il suo sguardo che è stato congelato nel tempo, fermo così per sempre.

Questa per me è pura magia. La fotografia è magia.

Stay Creative

Potrebbero interessarti anche...

2 risposte

  1. Beuf ha detto:

    lo sguardo la posa, la luce della prima foto 😍

Lascia un commento