Come sono diventata una YouTuber

una donna con in mano una piccola torta con sopra una candelina con il numero 1 sorride è felice e la scritta sulla foto dice come sono diventata una youtuber

In realtà la vera domanda non è tanto come sono diventata una YouTuber ma se sono, di fatto, una YouTuber.

Non lo so

Ogni volta che devo definire o definirmi in qualche modo vado in difficoltà. Fotografo, scrittore, pittore… potrei anche aggiungere muratore, non cambia, cioè, se io fossi in grado di tirar su un muretto divisorio tra me e il mio vicino sarei un muratore? Un professionista direbbe di no, io direi che ho di fatto realizzato un’opera in muratura, il giudizio sul risultato non è contemplato nella domanda che non è: “sono un bravo muratore, fotografo, pittore, scrittore?” .

Mi perdo ogni volta nei meandri di queste riflessioni e alla fine mi snervo anche un po’ quindi sì, credo di potermi definire una YouTuber. Se il requisito per la definizione è aver pubblicato almeno un solo video lo sono, ma secondo me non è un requisito sufficiente, l’altro paletto potrebbe essere il famoso scoglio della monetizzazione, 1000 iscritti ( ricordati, su YouTube non sono followers, sono iscritti!) e le millemila ore di visualizzazione beh allora ciao…

Quindi ho generato il mio personale paletto che è dedicarci tempo, intenzione e passione. Farlo in modo assiduo, costante, come fosse un lavoro, studiare la piattaforma, analizzare i dati, migliorare le proprie capacità di riprese audio video e di editing, avere un calendario editoriale. Ecco, nel momento in cui metti in atto tutte queste cose per me diventi un* YouTuber.

Le specifiche per la definizione delle varie attività è sempre un terreno fangoso e insidioso, ci sono troppe variabili, si dovrebbe essere specifici e definire bene quell’attività, dilettante, professionista, esperto? Troppi paletti spesso messi da professionisti che, comprensibilmente, si sono fatti il mazzo e quindi si risentono del fatto che tu ti definisca un fotografo, pittore, scrittore… muratore.

E’ solo un problema di forma, io so fotografare e usare la fotocamera, meglio di molti e peggio di molti, se tu hai la passione di fare le foto al tuo cane con il cellulare per me sei un* fotograf*. Punto.

Ma sto divagando, torniamo a come lo sono diventata, una Youtuber ( che a dirlo, boh, mi fa davvero strano).

Innanzi tutto mi scuso per la recente latitanza dal blog, sto lavorando ad un e-book sulle basi della fotografia. Potrei dirti che ho finito di scriverlo ma in realtà continuo a leggerlo, rileggerlo e correggerlo infinite volte, oltre a litigare non poco per cercare di trasformarlo in un e-book. Sto poi lavorando tantissimo al mio canale YouTube, appunto, mi sto concentrando e sto studiando davvero molto per farlo crescere perché ho scoperto di amarlo più di tutte le altre piattaforme, lo conosco da molto più tempo rispetto ad esempio ad Instagram e TikTok eppure l’ho sempre ignorato  per errato pregiudizio.

Stanotte riflettevo su questa cosa e ho pensato che ci dovevo scrivere un post sul blog. 

Il comportamento umano è uguale sempre, ovunque: il nostro approccio alle cose che non conosciamo è sempre lo stesso: la diffidenza. Non siamo mai aperti ad accettare cose che non conosciamo tranne da bambini.

Io credo nella diffidenza, credo sia una cosa positiva perché è quella che ci ha salvato la vita fino ad oggi, la diffidenza ci salvaguarda non solo dai pericoli fisici ma anche da truffe, da danni economici o, più spesso, delusioni emotive.

Quindi la diffidenza dal mio punto di vista non deve essere ne demonizzata ne eliminata dalla nostra vita.

Si trasforma però in un danno quando la uniamo al pregiudizio; cosa significa esattamente pregiudizio?

Che giudichiamo quella cosa ( o persona ) prima di averne effettivamente conosciuto le caratteristiche. Questo diventa un danno perché con il pregiudizio siamo incapaci di capire se quella cosa che rifiutiamo a priori può o potrebbe essere invece una grande opportunità per noi. Opportunità di crescita, di guadagno, di benessere, di conoscenza o semplicemente di felicità.

I social sono il perfetto esempio di diffidenza, funzionano subito tra i giovani che sono i meno sospettosi e si lanciano nelle cose con entusiasmo, poi con gli anni prendono piede anche tra le persone più adulte perché cominciano a far parte del quotidiano e ci sembra quindi di conoscerli meglio tanto da poter decidere di utilizzarli. Pensa a quanti anziani oggi usano tranquillamente WhatsApp .

A me è successa la stessa cosa ormai tantissimi anni fa con Facebook, ne avevo già parlato in questo articolo in cui esprimo la mia opinione sui vari social e soprattutto su TikTok.

Con YouTube è successo un po’ lo stesso ma i motivi sono un po’ diversi e complessi: anni fa non lo usavo mai e non capivo cosa avessero i più giovani da guardare su questa piattaforma, per me c’erano solo video musicali, stralci di film e ragazzini che si riprendono mentre giocano ai videogame.

Poi nel 2006 è stata acquisita da Google e sono cambiate un po’ le cose ( qui c’è la storia di come è nata YouTube ) . Negli anni ho scoperto che è una risorsa infinita di contenuti di qualsiasi genere e, come ogni piattaforma, bisogna solo lasciargli il tempo di lavorare per noi. 

E’ di fatto una versione in video di quello che cerchi su Google.

Vuoi sapere come si fa la carbonara? Google ti proporrà tutti i blog di cucina ma se ti annoia terribilmente leggere una ricetta o come me sei infastidit* dai mille banner e pop up beh, nella tua ricerca appariranno anche i video YouTube di come si fa una carbonara. Fantastico.

Negli ultimi anni ho usato YouTube come una scuola personale su tutto quello che riguarda la fotografia, i video, la SEO, il Digital Marketing e molte altre tematiche, ho studiato più su YouTube che su qualsiasi altro supporto, ed è tutto gratis. Io credo che sia una risorsa che in Italia è ancora molto sottovalutata.

Il 30 ottobre ho festeggiato il mio primo anno in YouTube come creator e ci ho doverosamente fatto un video ( se vuoi vederlo è qui), un anno fa ci stavo pensando da un po’ di utilizzare la piattaforma in maniera attiva ma a quel punto non era più il mio pregiudizio a fermarmi, era la paura.

Come si fa a diventare Youtuber? Cosa devo fare? Come si gira un video? Cosa devo dire e come devo dirlo? Ma soprattutto dove vuoi che vada? Come posso mettermi a fare la YuoTuber alla mia età?

Ma ormai lo sai, la mia è una palla di neve che rotola e che si sta portando dietro una quantità di cose infinita, sto seguendo una sorta di filo rosso che si intreccia con altri fili rossi e così via in quella che piano piano mi sembra assomigliare sempre di più alla trama e all’ordito di qualcosa che faccio ancora fatica a definire.

Così l’ho semplicemente fatto, ho caricato il mio primo video, poi il secondo, poi il terzo. Inizialmente solo vlog ( oddio mi viene anche da ridere a chiamarli vlog, secondo me sono cose informi e basta ) e dopo, passata la paura della prima pubblicazione ho superato quella di mettermi davanti ad una fotocamera, parlare e poi pubblicare il mio bel faccione che parla di fotografia, e così sono diventata una YouTuber, almeno secondo il mio personale giudizio.

Ho fatto tanta strada anche se mi sembra di arrancare più che andare spedita, nonostante i piccoli passi la amo tantissimo come piattaforma, ho capito che non sono i risultati che mi spingono a creare contenuti ma il fatto di dover creare qualcosa ogni settimana, nello specifico video. Pensare a come girare un video, allo story-board, i bullet point, renderlo accattivante, ma soprattutto editarlo, ah, passerei le ore a editare i video, tagliare, montare, scegliere la musica o gli effetti! Anche se poi ho gli occhi che piangono da quanto sono stravolti mi rende comunque felicissima farlo.

E’ una piattaforma stimolante, impegnativa, tanto impegnativa, ma proprio per questo fa anche crescere tantissimo.

YouTube è anche molto genuino e di valore, la crescita non è mai veloce (difficilmente anche se c’è chi ci riesce) ma richiede impegno, costanza e perseveranza. È questo secondo me a darle valore e dare valore alle persone su YouTube. Se raggiungi risultati vuol dire che ci hai creduto, hai insistito e ti sei impegnat*.

Non solo, quando ho raggiunto i 100 iscritto mi sono vista arrivare una mail da YouTube, dentro c’era una gif di coriandoli e stelle filanti, e c’era scritto questo:

Ciao Marzia Colzani, Ti meriti un applauso, ce l’hai fatta! Più di cento persone si sono iscritte al tuo canale. È ora di uscire e farlo sapere al mondo. Continua cosi’! ♥ Il team di YouTube

Non ti nego che mi sono commossa, i miei occhi sono rimasti lì, incantati, a leggere quelle parole infinite volte. Su Instagram ho 870 e rotti follower, mai una parola. Sono pochi? Certo, ma anche 100 su YouTube sono pochi. Quella mail è ancora lì, salvata.

Quindi sì, sono orgogliosa di definirmi una Youtuber, molto orgogliosa.

Ti chiedo scusa se sarò un po’ assente qui sul blog ma sappi che non sono sparita, ci sono, mi trovi sempre su tutti i social ma, e soprattutto, su YouTube.

Stay creative and feed your passion

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